ALATRI: STRUTTURE MEGALITICHE IN PELONGA

ALATRI: STRUTTURE MEGALITICHE IN PELONGA

ALATRI: STRUTTURE MEGALITICHE IN PELONGA

Il Megalitismo è una tecnica costruttiva che permette di elevare strutture con grandi pietre unite senza alcun legante. È questo che crea meraviglia, perché ci stupisce il modo in cui i massi, che possono superare anche 200 tonnellate, furono staccati dalla roccia, sollevati e posati in opera.

Questa espressione culturale si manifesta tra il V e il II Millennio a.C., prima con strutture semplici, come i menhir e i dolmen, e più tardi con strutture più complesse, quali allineamenti e cerchi di pietre erette, costruzioni sepolcrali ed osservatori astronomici.

L'allineamento è una serie di pietre piantate verticalmente, distanziate fra loro o meno, in linea retta, anche spezzata, oppure lungo una linea curva.

Il Megalitismo è tipico di genti senza scrittura, inizia nel periodo neolitico e si protrae nell'età del rame ed anche nella successiva età del bronzo.

Il termine, però, è esteso anche a costruzioni realizzate con pietre di medie o piccole dimensioni che dovrebbero essere chiamate “strutture ciclopiche”. I Tumuli, per esempio, rientrano in questa tipologia.

Fatta questa premessa , vorrei approfondire la conoscenza di alcune strutture megalitiche presenti nella parte inferiore di Pelonga, sito archeologico antichissimo. Esse non sono riconducibili affatto a muri di sostegno o di terrazzamenti del terreno, perché si trovano in aree libere e poco accidentate, mostrando chiaramente la loro funzione di architettura sacra.

Parlo di un allineamento, di forma semicircolare costituito da grandi massi di calcare, levigati sul lato a vista, alternati a grandi cubi, sempre in calcare, ma ben levigati su tutti i lati. Alcuni di questi presentano “coppelle”, cavità circolari il cui diametro è compreso tra i 2 e i 12 cm, ma anche oltre (nella foto a fianco uno dei massi dell'allineamento semicircolare, con coppella sul lato destro). Queste sono, talvolta, ordinate in linea, più spesso in apparenza senza ordine sui massi, anche su piani fortemente inclinati o verticali. La loro funzione non è chiara, ma sembra comunque legata a pratiche cultuali, con la deposizione di fluidi (acqua, sangue sacrificale, latte o altro).

Questo primo allineamento è molto vasto e forma una specie di anfiteatro, sicuramente era un luogo di aggregazione sociale con funzione sacra, visto che a valle presenta un'ampia area pianeggiante, comoda per i raduni, dove sono stati rinvenuti molti manufatti, in calcare levigato, tipici del neolitico. Come si può vedere nelle foto (la prima in calce seguita da una ricostruzione teorica dell'allineamento), oggi resta ancora una buona parte dell'antica struttura, ma bisogna ricordare che, negli anni, c'è stato un continuo depredamento dei massi che, alzati e posti su un camion, di notte vanno a finire in qualche giardino del territorio come abbellimento delle aiuole, o in qualche sontuosa villa, trasformati in lastre di giganteschi camini, essendo il calcare alatrino molto resistente al fuoco.

Questa “consuetudine”, negli ultimi anni, ha portato anche alla devastazione delle strutture della Chiesa di Santa Maria di Pelonga, che, in meno di 30 anni è stata privata di tutto quello che la presentava ancora come un luogo sacro: altare, colonne, pilastri ed acquasantiere.

Un altro allineamento megalitico, presente sempre nella parte a sud di Pelonga, mi ha fatto immediatamente pensare, con le sue tante pietre verticali (ortostati), ai dolmen e, in particolare, alle “Tombe dei Giganti” sarde, monumenti funerari collettivi. La densità dei dolmen nei vari territori può essere molto diversa; nel nostro caso ci troviamo di fronte a zone ad alta valenza agricola per cui bisogna considerare che molti monumenti sono stati distrutti per facilitare le coltivazioni.

Osservando la foto (la seconda in calce), si nota subito che la parte sinistra della struttura è quasi intatta, basamento compreso, molto meno la parte destra, ma manca la parte centrale depredata, sicuramente, per i motivi già accennati e soprattutto perché poteva presentare pietre più lavorate e una lastra trasversale nella quale si incideva un foro rotondo o quadrato, che stava ad indicare “il passaggio dell'anima” (vedere ricostruzione a fianco del titolo).

I dolmen potevano contenere i resti di un certo numero di persone: forse individui importanti nella struttura sociale del clan. Le sepolture megalitiche, in genere, dimostrerebbero la certezza della sopravvivenza dell'anima ed è probabile che i dolmen non avessero solo finalità sepolcrali, ma rivestissero anche funzione cerimoniale. Sembra che qualche monumento dolmenico non abbia mai contenuto sepolture e che numerosi dolmen, poi, sono stati profanati, per cercare un “tesoro nascosto”.”

Prof. Gino Maiello

 

 

Il testo dell'articolo, le foto e le ricostruzioni teoriche sono © dell'Autore, che li ha gentilmente concessi a questo Circolo per fini culturali e divulgativi.

 

Allineamento semicircolare di Pelonga e ...
...ricostruzione teorica dell'allineamento.
Dolmen con allineamento di lastre.