I FRANCOBOLLI ADESIVI ANNULLATI come si collezionano?

I FRANCOBOLLI ADESIVI ANNULLATI come si collezionano?

 

I FRANCOBOLLI ADESIVI ANNULLATI come si collezionano?

La domanda che diversi collezionisti si pongono, dibattendo sui forum, è quale sia il sistema migliore per staccare i francobolli autoadesivi dalle buste. I rimedi che ognuno consiglia, con l'assicurazione che il proprio sistema sia il migliore e dia ottimi risultati, possono essere seguiti, ma, data l'esperienza spesso negativa, di vari tentativi, attuati anche molti anni fa, dal sottoscritto e da altri soci, questo Circolo si permette di dare alcuni facili suggerimenti, onde evitare in futuro qualche delusione.

L'esperienza insegna che anche quei francobolli, apparentemente adatti ad essere staccati con facilità dalle buste, spesso si sono dimostrati ostici e refrattari all'acqua come diversi gatti. A proposito di animali vi ricordate la serie italiana dei francobolli del 1993 proprio dei “Gatti domestici” che, inserita in acqua, perdeva la stampa?. Ci fu un grande dibattito fra collezionisti: “occorre solo inumidirli e staccarli con il fono (!)”; “basta aggiungere all'acqua fredda un po' di bicarbonato (!)”; “ma no, è meglio aggiungere acqua ossigenata” ecc.

Che non sia facile avere ottimi francobolli usati e staccati dalle buste è cosa notoria sin dai primi anni del collezionismo. Verso la fine del milleottocento già diversi studiosi ed esperti mettevano sull'avviso che alcuni inchiostri usati per i colori dei francobolli sbiadivano o si dissolvevano nell'acqua. I più accorti pertanto preferivano conservare i francobolli con l'intera busta. Ma la maggior parte dei collezionisti o simpatizzanti filatelici, sino ai nostri giorni, è solita staccare, ricorrendo a varie tecniche, i valori dalle lettere, cartoline, raccomandate ecc., che capitano tra le loro mani, spesso con il pretesto della mancanza di spazio per poter conservare l'intero.

 

Ma tale abitudine è attualmente messa a dura prova con l'avvento, sempre più massiccio, di francobolli adesivi e dei cosiddetti automatici (ATM). Inoltre alcuni paesi, e l'Inghilterra in materia è maestra, ha creato dei francobolli adesivi tali che è praticamente impossibili staccarli senza rovinarli. Si tratta della serie ordinarie dei “Machin” con due tagli (slits”) alla base del francobollo a forma di una coppia di U (vedi immagine a fianco). Tale accorgimento impedisce, nel caso di lettera inviata senza l'obliterazione, di staccare i francobolli non annullati e riutilizzarli come nuovi, in quanto i due tagli finiscono per lacerare quasi sempre il valore all'atto del distacco.

 

Né appare semplice con gli ATM di varie Nazioni, tipo la Germania, la Spagna, la Francia ecc, e con gli attuali adesivi italiani, sia perché tendenzialmente tendono a lasciare quasi sempre la parte adesiva non completamente asciutta o a “spellarsi” o ad “accartocciarsi”.

Ma, a ben pensarci, conviene staccare i francobolli?

Riflettiamoci un momento! Come detto, soprattutto nel secondo dopoguerra, l'appassionato o il curioso, nel vedersi recapitare le lettere affrancate o nel ricevere le buste da amici e parenti, tendeva a staccare quei variopinti valori per poterli poi sistemare (generalmente con linguelle) su quadernoni o su album di costo modesto, preferibilmente suddivisi per nazioni e soddisfatto ogniqualvolta avesse riempito una pagina. In seguito le migliorate condizioni economiche generali hanno permesso di poter acquistare fogli d'album con taschine predisposte, di informarsi su cataloghi e riviste, ricevendo una cultura filatelica sempre più vasta. Solo allora molti si sono accorti di aver probabilmente commesso degli errori nello staccare i francobolli da buste, anche vecchie, senza aver tenuto conto di qualche timbro o data di particolare importanza storica, di qualche affrancatura mista interessante, di eventuale uso tardivo di valori dichiarati fuori corso e di altro ancora.

Ripetere ancora oggi simili errori è sempre possibile. Vediamo alcuni esempi, per rendere più comprensibile a tutti i lettori del presente articolo gl'inconvenienti, anche economici, a cui si può andare incontro.

 

ITALIA 1981 – Busta regolarmente viaggiata e affrancata con una valore da 200 lire della serie “Castelli in bobina”.

Il valore del Castello in bobina da 200 lire (raffigurante la Fortezza svevo-angioina di Lucera in provincia di Foggia) allo stato di obliterato singolo vale qualche decina di centesimi e pertanto può indubbiamente trovare spazio nella taschina dell'album degli usati, ma posto e conservato sulla presente busta (vedere immagine a fianco) ha un valore di ca. 40 euro. Il motivo è presto detto e dipende dalla data del timbro che l'ha annullato: il francobollo viene emesso il 30 settembre 1981 e serve ad affrancare le lettere ordinarie, ma l'indomani la tariffa postale cambia e per inviare la stessa lettera occorre adesso un francobollo da 300 lire. Pertanto l'uso isolato del valore da 200 lire per l'affrancatura giusta è durato un solo giorno. All'interno della busta è presente un invito ai vecchi compagni del liceo di un paese vicino a partecipare ad una festa di laurea.

REPUBBLICA SERBA di KRAJINA 1993 – Lettera raccomandata da Vukovar e diretta a Skopje.

Vukovar, città attualmente della Croazia, dal 1990 al 1995 è coinvolta nella tremenda guerra civile jugoslava e teatro di feroci combattimenti. Occupata dall'esercito federale jugoslavo, entra a far parte dell'autoproclamata Repubblica Serba di Krajina, comprendente i territori di etnia serba delle regioni di Krajina e Slavonia. Il 24 marzo 1993 viene emessa una prima serie di francobolli di 5 valori, due di essi sono riportati sulla lettera raccomandata (vedere a fianco) e diretta a Skopje, capitale della Macedonia, staccatasi dalla Federazione Jugoslava pacificamente verso la fine del 1991. La busta, spedita il 26 aprile 1993, a causa degli eventi bellici, giunge a destinazione il 10 maggio successivo.

I francobolli staccati dalla busta hanno una quotazione bassissima, la lettera non ha un grande valore commerciale, ma indubbiamente costituisce un importante documento storico ed una lezione di vita da non dimenticare.

FRANCIA 2007 – Due buste regolarmente viaggiate e spedite lo stesso giorno.

A sinistra busta con affrancatura mista, composta da un francobollo celebrativo della serie “Harry Potter” (valido come porto per l'interno del territorio francese) e due automatici del tipo ordinario “Aerei di carta in volodel 2° tipo, quale costo aggiuntivo per la spedizione in altri paesi europei. I due ATM vengono utilizzati dal giugno 2004, presentano ai lati estremi due bande di fosforo e la vignetta disegnata ha le dimensioni di 72x25 mm.

A destra busta che porta il solo francobollo automatico, con sovrastampato l'importo della tariffa per l'Italia (0,60 euro) e la dicitura “prioritaire (posta prioritaria)”. Questo ATM è particolare in quanto non dovrebbe essere ancora in circolazione nel 2007, esso appartiene alla serie “Aerei di carta in volo” del 1° tipo, usata dal gennaio 2002 a luglio 2004.Infatti l'ATM differisce dagli altri per la mancanza di bande di fosforo e per le dimensioni della vignetta più grande (76x25 mm). Si tratta di un valore proveniente da una vecchia bobina inserita in uno dei due distributori automatici presenti presso l'Ufficio Postale di Clermont-Ferrand e quindi di un uso tardivo dello stesso (non quotato dai cataloghi).

Risulta evidente che, se si fossero staccati dalle due buste tutti i francobolli anzidetti, oggi non sarebbe stato possibile ricostruire la storia delle diverse affrancature.

 

Forse riuscite a immaginare quanti errori siano stati fatti oltre mezzo secolo fa con il togliere i valori affrancati dalle buste degli antichi stati italiani, del regno d'Italia e di tutte le nazioni esistenti prima del secondo conflitto mondiale.

 

Abbiamo scelto questi tre esempi, compresi in un arco di tempo di oltre 25 anni, per cercare di far capire come, anche se casi simili non capitano spesso, è molto più opportuno:

a) conservare, se possibile, l'intera busta con i vari timbri;

b) se proprio non si vuole, ritagliare bene il francobollo lasciando anche il timbro completo obliterante;

c) evitare di staccare gli ATM e i francobolli autoadesivi e conservarli in uno dei due modi suddetti;

d) considerare che, attualmente, le tirature dei francobolli adesivi italiani sono state ridotte (alcuni valori sono stati stampati in 400.000/500.000 esemplari). Se si riprendesse l'abitudine di scrivere qualche lettera o cartolina in più ed affrancarle con questi francobolli, i posteri potrebbero avere tanti bei ricordi.

 

Nelle immagini in calce altri esempi.

 

Tutte le riproduzioni riportate nel presente articolo sono state concesse da amici collezionisti e operatori commerciali. I © appartengono agli autori e alle amministrazioni postali dei vari paesi. 

 

 

 

Un francobollo di modesto valore con un annullo per appassionati di Antartide.
Ve la sentireste di staccare questo ATM (francobollo automatico) ...
...e quest'altro della Germania?
Provate a staccare questi francobolli...
..provvisti di "slits (tagli)" del 2° tipo.