PIETROLINO, un grande fumetto da riscoprire.

PIETROLINO, un grande fumetto da riscoprire.

PIETROLINO, un grande fumetto da riscoprire.

Capita spesso, nel campo dell'arte, d'imbattersi in opere ritenute minori che, dopo un'attenta riflessione ed analisi, vengono rivalutate e considerate dei piccoli capolavori. Questo può capitare anche nell'ambito della nona arte (provare per credere!), a noi è accaduto nell'incontrare un fumetto d'Autore, passato quasi sotto silenzio. Si tratta di

"PIETROLINO"

 di JODOROWSKY (sceneggiatore) e BOISCOMMUN (disegnatore e colorista).

LA TRAMA

Seconda guerra mondiale. In una Francia occupata dai nazisti il dinoccolato PIETROLINO, il basso e grassottello SIMIO e la rossa provocante COLOMBELLA sbarcano il lunario facendo i saltimbanchi. Entrati in un Caffè, ottengono dallo sgraziato padrone PANTALONE, grazie alle moine di Colombella, il permesso di esibirsi dinanzi ai clienti. Con semplici gesti del corpo e delle mani Pietrolino riesce ad ammaliare gli spettatori trascinandoli con la fantasia a immaginare mondi sottomarini pieni di vita e di pace.

Applaudito dagli astanti, il mimo indossa dei guanti (uno con ritrattata la svastica nazista e l'altro con i colori della bandiera francese) ed inscena una lotta tra i due contendenti con la vittoria finale, tra l'ovazione dei presenti, dell'oppresso sulla tirannia.

Nel frattempo Pantalone, dopo aver convinto Colombella con una bella somma di denaro ad andare a vivere con lui, telefona al comando tedesco, che interviene immediatamente (vedere immagine a lato). Catturato, Pietrolino viene fatto stendere per terra e l'ufficiale nazista gli calpesta ripetutamente le mani frantumandole a monito per i presenti, ma una bambina (l'inserviente del caffè) applaude il mimo piangente,seguita da tutti gli altri avventori. Adirato, l'ufficiale finge di sparare a Pietrolino, il quale, avvedutosi del tradimento di Pantalone, si avventa contro di lui per colpirlo ma si accorge, con orrore, di non avere più l'uso delle mani.

Avviati ad un campo di lavori forzati per la costruzione di una ferrovia, Pietrolino e Simio un giorno assistono all'arrivo di una lussuosa auto con a bordo un arricchito Pantalone che reca agli ufficiali nazisti alcune prostitute, tra cui c'è pure Colombella. Pietrolino si scaglia furioso contro il pappone, colpendolo con i gomiti, ma, sopraffatto dai soldati tedeschi, torna al lavoro chiudendosi in un ostinato silenzio.

Dopo alcuni anni, finita la guerra, in una Parigi festeggiante, i due saltimbanchi incontrano una ragazza (si chiama ALMA e si tratta della ex bambina inserviente del Caffè) che esegue perfettamente il vecchio numero di Pietrolino, riscuotendo successo. Simio approfitta dell'occasione per travestirsi da canguro, far indossare all'amico due guantoni rossi da boxe e di sfidarlo a pugni, mimando, tra gli applausi della gente, un comico incontro di pugilato. E' l'inizio di un sodalizio con la ragazza che porterà alla costruzione di un piccolo circo dove si esibiranno Pietrolino “le clown frappeur” (il clown picchiatore) e l'affascinante cavallerizza Alma con il suo asino.

Durante una esibizione l'animale, imbizzarrito, fa cadere la giovane ma, prima che possa essere scalciata, Pietrolino interviene fermando l'asino e soccorrendo Alma, verso la quale sente di provare un tenero affetto (notare la grande silenziosa espressività nell'immagine a fianco).

Improvvisamente un mattino un grande circo, che ha ottenuto tutti i permessi di legge, sorge vicino ai nostri, che si sentono rovinati, ma Alma, grazie alle sue doti di acrobata, riesce a farsi assumere come trapezista ed invita i suoi due amici ad assistere, dietro le quinte, al suo debutto.

Durante lo spettacolo Oscar, il vecchio ammaestratore di tortorelle, muore d'infarto poco prima del suo numero, ed il padrone del circo deve far rientrare in pista i clowns per ripetere gli scherzi precedenti, ma il pubblico protesta. A Simio viene subito l'idea per raddrizzare la barca: fa indossare a Pietrolino i guantoni da boxe e lo fa entrare in scena per stendere a pugni tutti i clowns presenti.

E' un trionfo, per la gioia il direttore entra sulla pista, ma anche lui viene steso dal frappeur.

Ai funerali di Oscar, Pietrolino gli rende omaggio con una pantomima commovente. Alla fine per incanto sulle sue braccia aperte si vengono a posare tutte le tortorelle.

Ormai il Nostro è un clown famoso e benestante. Ogni giorno si reca a piedi al circo, incontra bambini che gli chiedono l'autografo, saltimbanchi dilettanti che gli ricordano il passato di sacrifici, persone che chiedono l'elemosina, tra cui una abbrutita e alcoolizzata Colombella.

IL FINALE

(Se il lettore, incuriosito, vuol leggere il fumetto, può evitare di andare oltre)

Al circo si tiene un grande spettacolo: un'immensa scenografia raffigura le Nazioni Unite dove i rappresentanti del mondo chiacchierano e brindano mentre sdraiato in terra Simio, travestito da neonato abbandonato, piange per la fame. All'improvviso appare Pietrolino che, infuriato, prende a pugni tutti i diplomatici tra le ovazioni del pubblico in mezzo al quale è anche presente Pantalone.

Fingendo di proseguire lo spettacolo il clown mette fuori combattimento il direttore, i musicisti e, con la scusa di rincorrere il neonato Simio, si getta tra gli spettatori colpendo con piacere più volte il malcapitato Pantalone.

Lo spettacolo continua con l'esibizione dei trapezisti Alma e FELIX, che con i loro meravigliosi esercizi tengono gli spettatori con il fiato sospeso. Pantalone è attratto dalla bellezza di Alma e alla fine della rappresentazione si presenta all'improvviso nella roulotte della ragazza cercando di comprarla con un pugno di banconote. Al suo rifiuto cerca di baciarla ma lei grida. Nelle vicinanze ci sono Pietrolino e Felix che accorrono immediatamente. Il trapezista blocca il malintenzionato, che si divincola con un coltello ed afferra Alma minacciando di ucciderla.

Pietrolino, con immensa rabbia, riesce a colpire di sorpresa Pantalone che perde il coltello e rischia di finire strangolato dal clown, che viene fermato appena in tempo da Alma, la quale lo ringrazia baciandolo sulla guancia.

Pietrolino, segretamente innamorato della giovane, sebbene la differenza di età, passa dalla gioia allo sconforto più profondo, quando in seguito la vede gettarsi tra le braccia di Felix baciandolo appassionatamente.

La disillusione è tanto forte da non far accorgere al clown di aver riacquistato, come per miracolo, l'uso delle mani. Glielo fa notare il fedele Simio e Pietrolino, gioiosamente sorpreso, si mette a correre felice per tutta la pista del circo. Con la magia dei suoi gesti mimici si solleva in aria e, sotto lo sguardo meravigliato di tutta la troupe, attorniato dalle tortorelle, scompare nel cielo (vedere immagine a fianco).

 

GLI AUTORI:

Sceneggiatore Alejandro JODOROWSKY ( 1929 – Tocopilla, CILE)

è uno dei più interessanti intellettuali contemporanei. Regista cinematografico, scrittore e sceneggiatore, si trasferisce a Parigi nel 1953 dove lavora per il teatro, divenendo il più stretto collaboratore di uno dei più grandi mimi di tutti i tempi, Marcel Marceau (1923-2007).

Pochi ma significativi i film diretti da Jodorowsky, tra cui “El Topo (1971)” e “La montagna sacra (1973)” provocatori, anarchici e surreali.

Tra i vari libri scritti risultano curiosi quelli in cui l'Autore, di origini ebraiche, esplora i rapporti esoterici che legano gli uomini alle proprie divinità.

Nell'ambito del fumetto Jodorowsky è riconosciuto come uno dei più grandi sceneggiatori esistenti. Dalla sua collaborazione con il disegnatore Moebius nasce uno tra i più interesasanti fumetti di sempre: la serie fantascientifica de “L'INCAL”, a cui si ricollegano anche le storie “La Casta dei Meta-Baroni” ed “I Tecnopadri”.

 

Disegnatore e colorista OLIVIER G. BOISCOMMUN (1971 – Neuilly sur Seine, Francia )

Dopo aver frequentato il Liceo di Arti Grafiche di Parigi e la Scuola delle Belle Arti di Angoulême, viene chiamato dalla casa editrice Delcourt a disegnare, su testi di Joann Sfar e Jean David Morvan, la serie fantasy “Troll”.

Fattosi notare, diviene uno dei disegnatori di punta per la casa Les Humanoïdes A., per la quale disegna, oltre a “Pietrolino”, varie serie fantastiche (ancora in corso) tra cui “Anges” e “La Citè de l'Arche”.

Ammiratore dei grandi disegnatori Bilal e Loisel, influenzato dagli americani Disney e Mignola, Boiscommun nel suo “Pietrolino” evidenzia tutti i personaggi chiave della storia con tratti netti e spigolosi. Essi occupano la scena e catturano lo sguardo del lettore, mentre il paesaggio appare quasi sempre sfumato sullo sfondo (ma Boiscommun è un maestro nel disegnare ambienti cittadini, palazzi fantastici o piazze piene di gente). I volti dei protagonisti appaiono caricaturali, ben esprimendo la mimica cara a M. Marceau.

Può piacere o meno, ma è indubbio che lo stile, sempre più personale, di Boiscommun non lascia indifferenti.

Disegnatore, a volte anche colorista e sceneggiatore, nel 2006 ha ricevuto il Grand Prix del Festival “Des Planches et des Vaches” per l'insieme della sua opera.

 

L'OPERA

Dedicato al grande mimo Marcel Marceau,scomparso poco prima, “PIETROLINO” viene edito in due volumi dalla casa Les Humanoïdes Associés S.A.S. - Paris:

Tome 1 : “Le clown frappeur” (Il clown picchiatore) – 2007,

Tome 2 : “Un cri d'espoir” (Un grido di speranza) – 2008.

 

In Italia la storia è raccolta dall'editore Comma 22 s.r.l. - Bologna in un unico volume “PIETROLINO”,aprile 2009, cartonato, 96 pagine a colori, Euro 22.

 

Tutti i diritti sono © Jodorowsky, Boiscommun e Les Humanoïdes Associés S.A.S. - Paris; per l'Italia © Comma 22 s.r.l. - Bologna.

Tutte le immagini vengono riportate solo a fini culturali e divulgativi.

RIFLESSIONI

Il soggetto di “PIETROLINO” è stato inizialmente pensato da Jodorowsky come opera teatrale per l'amico Marcel Marceau. In seguito l'autore lo trasforma in fumetto da dedicare al grande mimo, che purtroppo muore prima dell'uscita dell'opera.

Il racconto è la parabola di un uomo candido (Pietrolino per buona parte della storia indossa una specie di pigiama/divisa bianca) che cerca di opporsi alla brutalità della guerra ed alla prepotenza dei potenti con le proprie umili armi: la mimica del corpo e delle mani.

Jodorowsky, che non ha mai nascosto le sue simpatie anarchiche, ha imparato che l'utopia giovanile “l'immaginazione al potere” è risultata sconfitta dalla Storia, ma l'intellettuale dispone di mezzi efficaci per far sentire la sua voce, egli ha il “POTERE dell'IMMAGINAZIONE” che gli permette,anche se “privo di mani”, di prendere a sberle tutti gli ipocriti rappresentanti del potere “reale”: i politicanti, i militari, gli sfruttatori.

Inoltre l'Artista, impersonato in questo caso da Pietrolino, anche se toccato dagli umani avvenimenti (il tradimento di Colombella, l'amore non ripagato verso Alma, l'umiliazione da parte dei nazisti, l'odio verso Pantalone e l'insofferenza verso i politicanti), si “distacca” dagli altri e la sua Arte “prende il volo” per rimanere sempre patrimonio dell'intera umanità.

 

 

 

 

 

 

Colombella, Pietrolino e Simio entrano nel Caffè dove il mimo si esibisce.
Pietrolino viene malmenato e arrestato. La piccola cameriera lo applaude e...
...dopo la guerra prende ad esibirsi imitandolo.
Pietrolino ha grande successo come "frappeur (picchiatore)" dei clown e...
...dei politicanti di professione con le loro chiacchiere