PINOCCHIO & PINOCCHIO ovvero COLLODI & VINICIO BERTI

PINOCCHIO & PINOCCHIO ovvero COLLODI & VINICIO BERTI

PINOCCHIO & PINOCCHIO ovvero COLLODI & VINICIO BERTI

 

Un classico della letteratura per l'infanzia (ma, perché no, per la giovinezza e la maturità) e 30 + 30 illustrazioni adatte per un collezionista adulto (ma, perché no, che si sente ancora giovane e fanciullo dentro).

Questa fantastica simbiosi è potuta accadere con l'incontro di un Artista quale Vinicio BERTI con uno Scrittore quale Carlo Lorenzini, noto come COLLODI. Il tutto raccontato e “visto” in modo semplice ed emozionante nel bel libro “Pinocchio & Pinocchio”, fortemente voluto dalla sua autrice Gabriella Calista.

L'indomita Signora è vedova di Silvano Scotto e cofondatrice del “Club Anni Trenta”, una delle più importanti case editrici di fumetti amatoriali, che ha avuto il merito di far conoscere agli appassionati italiani gli eroi dei “comics” statunitensi degli anni trenta/quaranta nella completa originale integrità. Partecipando alle tante fiere del fumetto, che si tengono in Italia, i coniugi Scotto incontrano un altro appassionato e autore della nona arte, il pittore Vinicio Berti, che brama poter possedere tavole originali dei suoi eroi preferiti, tra cui il “costosissimo” Gordon del grande Alex Raymond. Tra le parti si raggiunge un accordo: al posto del denaro si farà uno scambio, le tavole per 30 disegni pittorici con le avventure di Pinocchio.

Vinicio Berti ha già disegnato nel 1947Le avventure di Pinocchio” a fumetti, e nel 1981, in occasione del centenario della nascita del celebre burattino, esegue due serie di 30 illustrazioni, una da cui trarre una cartella di litografie e l'altra da cedere ai coniugi Scotto in cambio delle tavole originali di “comics” statunitensi. L'affare si conclude e ognuno porta a casa quanto desiderato con grande reciproca soddisfazione.

Passano 35 anni e Gabriella Calista rispolvera i 30 disegni ricevuti da Berti, li accosta alle 30 litografie (lei è proprietaria della serie n. 48/199 firmata dall'artista), li riguarda e li “riscopre”. Decide che ora è il tempo di privarsene, di dare ad altri l'opportunità di possederli, di pubblicare un libro pieno di ricordi ed emozioni. Ed è così che nasce quest'opera “Pinocchio & Pinocchio”, con una copertina che ci presenta il montaggio dei due Pinocchio sorridenti, quello della litografia e quello dei disegni unici posseduti da Gabriella.

Nell'interno, poste l'una di fronte all'altra, le riproduzioni delle 30 litografie e dei 30 originali con in basso le impressioni provate dall'autrice.

«Le due versioni di Berti presentano un lessico e un'impostazione molto più affini all'illustrazione e, in un certo senso, al fumetto, anche se si riscontrano molte analogie con la sua parallela attività di pittore astratto, come ad esempio l'uso del segno e dei colori che rivelano anche una evidente predilizione nei confronti della pittura espressionista. Il Berti, pur dovendo utilizzare un linguaggio chiaramente “descrittivo”, mette in campo un repertorio oltremodo personale, mutuato dalla sua tipica espressività astratta.» (Mario Ritarossi)

Non tutti gli episodi del capolavoro di Collodi “Le avventure di Pinocchio” (XXXVI capitoli) sono stati riportati dal pittore Vinicio Berti nei suoi lavori.

 

Raccontiamo (per i pochi che non la conoscessero) la storia del celebre burattino.

Il falegname Maestro Ciliegia trova un pezzo di legno che piange e ride come un bambino. Lo regala all'amico Geppetto, che decide di creare un burattino che faccia meraviglie e lo chiama Pinocchio. Man mano che prende forma, il burattino combina monellerie (appena ha la bocca, fa la linguaccia al babbo - vedi immagine a fianco) e, una volta avuti i piedi, fugge per il paese inseguito da Geppetto. La folla prende le sue difese ed un carabiniere porta in galera il malcapitato falegname. Rimasto solo, Pinocchio torna a casa dove trova un Grillo-parlante, che lo rimprovera per essersi comportato male con il proprio creatore e gli dà consigli per la vita futura. Il burattino infuriato lo uccide.

Scesa la notte, Pinocchio ha fame, non trova niente da mangiare e, sebbene fuori faccia un temporale, esce e suona ad una casa chiedendo del cibo. Il proprietario, ritenendo trattarsi di uno scherzo, gli scaraventa sulla testa l'acqua di una catinella. Bagnato ed affamato il burattino torna a casa, cerca di asciugarsi poggiando su uno scaldino i piedi, che prendono fuoco. Il provvidenziale ritorno di Geppetto salva Pinocchio prima dalla fame e poi dalla mancanza dei piedi, facendogliene di nuovi. Il burattino promette di essere buono e di andare a scuola, il babbo gli confeziona un vestitino di carta e, vendendo la propria casacca invernale, gli compra un abbecedario.

L'indomani Pinocchio si dirige a scuola, ma lungo il percorso, richiamato da una musica allegra proveniente da un paesetto, vi si dirige, vede che si tratta del gran teatro dei burattini e, per entrarvi, vende l'abbecedario. All'interno lo spettacolo è iniziato, ma appena Arlecchino lo vede, lo festeggia insieme a tutti i compagni e lo invita a unirsi a loro. Gli spettatori rumoreggiano per l'interruzione della recita, appare il burattinaio Mangiafoco che cattura Pinocchio, destinato a diventare legna da ardere per preparare la cena, ma, alle sue grida, il burattinaio starnutisce per la commozione e lo grazia. Sul fuoco può essere gettato Arlecchino, ma il nostro burattino lo difende a costo della propria vita. Mangiafoco, sempre più commosso, grazia tutti, si accontenta di una cena meno cotta, e l'indomani, conosciuta la storia di Pinocchio e del povero Geppetto, gli regala cinque monete d'oro da consegnare al babbo.

Sulla via del ritorno Pinocchio incontra due individui, il Gatto e la Volpe, i quali, conosciute le sue traversie, riescono ad abbindolarlo facendogli credere che non molto lontano vi è il “Campo dei miracoli”, dove, se uno sotterra una moneta d'oro e l'annaffia, l'indomani troverà un albero con cinquecento nuovi zecchini d'oro. Convinto, Pinocchio e i due compari verso sera arrivano all'Osteria del “Gambero Rosso”, dove i due lestofanti, in combutta con l'oste, ordinano una cena pantagruelica e vanno a dormire, per essere pronti a ripartire a mezzanotte. All'ora prevista, il burattino viene risvegliato dall'oste, che l'avverte che i due amici sono già partiti per poblemi familiari. Ritrovatosi in aperta campagna, il nostro viene avvisato da un animaletto rilucente, che, presentatosi come l'ombra del Grillo-parlante, gli consiglia di tornare a casa e di non fidarsi dei finti amici. Ma Pinocchio è una testa di legno e continua il suo viaggio. Di lì a poco due loschi figuri, tutti imbacuccati di nero, si mettono ad inseguirlo minacciandolo di morte (come da immagine a lato), lo catturano e gl'intimano di consegnare gli zecchini d'oro, che il burattino ha messo in bocca. Viene impiccato ma, fatto di duro legno, resiste per ore e i due malviventi si allontanano per tornare il giorno dopo.

Nelle vicinanze, in una casa, una bambina dai capelli turchini (invero una buona Fata avente più di mille anni), impietositasi per Pinocchio, manda degli amici animali a soccorrerlo e portarlo al sicuro. Fa venire anche i tre migliori medici conosciuti, che alla fine concordano che il burattino è ancora vivo. Il nostro deve prendere una medicina amara, ma rifiuta, la Fata gli dice che se disubbidisce morirà entro breve tempo ed infatti entrano 4 conigli neri con una bara. Impaurito, Pinocchio prende il medicinale e guarisce subito. Racconta alla benefattrice le sue ultime disavventure, mentendo però su dove si trovino ora le monete d'oro e ad ogni sua bugia il naso gli si allunga a dismisura. Terrorizzato chiede perdono e la buona Fata gli rende la normalità, avvisandolo che il padre Geppetto sta arrivando per riportarlo a casa.

Pinocchio chiede e ottiene di potergli andare incontro, rientra nel bosco e incontra nuovamente il Gatto e la Volpe, che lo convincono ancora una volta a recarsi all'ormai vicino “Campo dei Miracoli”. Qui arrivati, il burattino segue le istruzioni: fare una buca nel terreno, seppellire le quattro monete d'oro, innaffiarle, allontanarsi per tornare dopo una ventina di minuti. Ad attenderlo non vi alcun albero di monete, ma solo un pappagallo che, ridendo, gli racconta come siano già venuti il Gatto e la Volpe a disseppellire il gruzzolo e scappare . A Pinocchio non resta che andare dal giudice a denunciare il misfatto, questi lo ascolta e lo manda in prigione dove resta per quattro mesi.

Scarcerato a seguito di un'amnistia, cerca di tornare a casa della Fata, incontrando diversi ostacoli: dapprima un serpente che non vuole farlo passare; poi una tagliola per faine dove resta intrappolato; infine il contadino, che credendolo il ladro delle sue galline, lo costringe a far da cane da guardia del pollaio. Di notte arrivano i ladri, 4 faine pronte a mettersi d'accordo con Pinocchio, ma questi li chiude nel pollaio e abbaia facendo venire il contadino, il quale, contento per la cattura dei malfattori, lo libera e lo lascia andar via.

Al posto della casa, trova una pietra di marmo, dove è scritto che la bambina dai capelli turchini è morta per il dolore di essere stata abbandonata dal fratello Pinocchio. Mentre il burattino si dispera, un colombo arriva dicendogli di aver lasciato sulla riva del mare un uomo di nome Geppetto il quale ha fabbricato una barchetta per attraversare l'oceano alla ricerca del figliolo. Il nostro lo prega di accompagnarlo dal babbo e il colombo lo prende sulla groppa e lo porta sulla spiaggia, dove molta gente osserva spaventata la piccola barca con sopra Geppetto in balìa della furia del mare.

Pinocchio si getta tra le onde e nuota tutta la notte per cercare di raggiungere il babbo. Arriva su un'isola dove tutti lavorano; ha fame e si mette a chiedere l'elemosina, nessuno gliela concede anzi viene aspramente criticato per la sua mancanza di voglia di faticare. Alla fine, in cambio di un buon pasto, il nostro aiuta una donna a portare delle grosse brocche piene d'acqua e resta di stucco quando scopre che si tratta della Fata turchina, diventata una donna. Contento le promette che vuol diventare buono e ubbidiente (vedi immagine a fianco).

L'indomani infatti Pinocchio va alla scuola, si comporta bene per qualche tempo, ma ben presto si lascia trascinare da alcuni monelli a recarsi sulla spiaggia per vedere un mastodontico Pesce-cane. Si tratta solo di una burla, per non andare a scuola, e il nostro se ne risente. Segue un'accesa discussione che finisce in litigio, con lancio di libri. Uno dei compagni viene colpito alla testa e sviene; mentre tutti gli altri scappano, solo Pinocchio resta per assisterlo. Intervengono due carabinieri, affidano il ferito ai pescatori e arrestano il burattino, che riesce a fuggire e a gettarsi in mare, inseguito dal cane poliziotto Alidoro. Non sapendo nuotare il cane supplica Pinocchio di salvarlo e il nostro lo soccorre, quindi a nuoto sta per raggiungere una grotta, quando viene preso nella rete di un pescatore, il quale decide di friggerlo con tutti gli altri pesci. Per fortuna, richiamato dall'odore della frittura, viene in soccorso il cane Alidoro che ricambia il favore a sua volta ricevuto.

Pinocchio arriva in una notte fredda e piovosa alla casa della Fata e bussa per entrare. Una lumaca gli risponde e gli va ad aprire la porta dopo nove ore. Per la fame e la fatica il burattino sviene; quando rinviene ritrova la comprensiva Fata che lo perdona, promettendogli di farlo diventare un ragazzo alla fine dell'anno scolastico, facendo una grande festa.

Il giorno è arrivato! Pinocchio chiede di poter andare in giro ad avvisare compagni. Fra di loro c'è Romeo, soprannominato Lucignolo, un ragazzo svogliato che sta in partenza per il “Paese de' balocchi”, un posto meraviglioso dove si fa sempre festa, non si lavora e non si studia. Allettato dalla bella prospettiva, il nostro decide di seguirlo. Arriva un carro, tirato da ventiquattro asinelli e pieno di ragazzi contenti, su cui salgono i due amici. Nel “Paese de' balocchi” c'è posto solo per i divertimenti dei ragazzi; i giorni, le settimane e i mesi passano sempre gioiosamente tra giochi, canti e balli. Passano cinque mesi ed una mattina Pinocchio si accorge con meraviglia che gli sono spuntati due lunghi orecchi asinini. Disperato, apprende da una piccola marmotta che sta per trasformarsi, come scritto nei decreti della sapienza, in un somaro. Esce a cercare Lucignolo, lo trova nelle stesse condizioni. E nel giro di poche ore la trasformazione dei due in ciuchini veri è completata.

Arriva il conduttore del carro del “Paese de' balocchi”,il quale, dopo averli strigliati e preparati ben bene, li conduce al mercato per venderli. Lucignolo viene comprato da un contadino, Pinocchio dal direttore di un Circo. L'ex burattino deve rassegnarsi, per non morir di fame, a nutrirsi di fieno e paglia e ad imparare, a suon di frustate, vari giochi e balli circensi. Dopo tre mesi il suo debutto avviene di fronte ad un pubblico numeroso. Il ciuchino Pinocchio riceve molti applausi e, alzando gli occhi, riconosce tra gli spettatori la Fata turchina. Al salto dei cerchi, il nostro si azzoppa, il direttore deluso decide di rivenderlo. Lo acquista una persona, che intende fare con la sua pelle un tamburo per la banda musicale del paese. A tal fine, il ciuchino Pinocchio viene condotto in riva al mare e, con un sasso attaccato al collo e con una zampa legata con una fune, viene gettato in acqua, per essere ripreso e scuoiato appena morto.

Con grande sorpresa quando il padrone ritira la fune vede che vi è attaccato un burattino di legno. Pinocchio, liberato, gli racconta la sua storia. Il padrone, per riavere indietro i suoi soldi, pensa di poterlo rivendere come legna da ardere, ma il nostro si getta in mare e prende il largo, dove s'imbatte nel mostruoso Pesce-cane che lo inghiotte con facilità (vedi immagine a lato). Dentro il corpo del mostro marino, il burattino cerca di vincere la paura del buio e fa amicizia con un Tonno già inghiottito in precedenza. Vede in lontananza un piccolo chiarore, si avvicina pian piano e scopre seduto ad un tavolo, con sopra una candela accesa e del cibo, il babbo Geppetto. Felici, i due si abbracciano e si raccontano le proprie vicissutudini. Geppetto si trova da due anni nello stomaco del Pesce-cane; è riuscito a sopravvivere grazie all'ingordigia del mostro, che aveva inghiottito anche un bastimento mercantile, carico di cibarie, di candele e fiammiferi; non ha tentato mai la fuga non sapendo nuotare. Pinocchio lo rinfranca, in quanto sarà lui, grande nuotatore, a prenderlo a cavalluccio sulle spalle e portarlo a riva.

Approfittando del sonno del Pesce-cane, i due scappano. La riva è troppo lontana e la stanchezza si fa sentire, ma interviene in loro soccorso il Tonno, che, seguendo l'esempio di Pinocchio, è fuggito dallo stomaco del Pesce-cane, e si mostra ben felice di metterli in groppa e portarli in salvo.Sulla terraferma i due si mettono in viaggio alla ricerca di una casa dove poter mangiare e riposare. Entrano in una capanna dove, con stupore, Pinocchio incontra il buon Grillo-parlante che credeva di aver ucciso tempo prima. Per trovare un bicchiere di latte, il nostro viene mandato dal vicino contadino Giangio, il quale è disposto a dare la bevanda in cambio di cento secchi d'acqua presi dal pozzo. Pinocchio si mette a lavorare sodo e per cinque mesi riesce sempre a portare al babbo il bicchiere di latte. Impara inoltre a fabbricare canestri e panieri di giunco, guadagnando il necessario per vivere.

Mentre si reca al mercato per comprarsi dei vestiti nuovi, il burattino incontra la Lumaca, che stava al servizio della Fata turchina, e le chiede dove poterla trovare. Appreso che si trova in ospedale e non ha più un soldo per potersi comprare un boccone di pane, Pinocchio non esita a dare alla Lumaca il denaro che porta per comprare i vestiti. Contento torna alla capanna, di notte sogna la Fata che lo ringrazia, e al mattino, grande meraviglia, si sveglia e si accorge: di essere diventato un ragazzo; di vivere in una nuova bella casa; di avere a disposizione un bel vestito nuovo; di trovare in una tasca un portamonete ed una lettera della Fata, che felice gli restituisce i denari avuti. E nuove meraviglie: nel portamonete al posto dei 40 soldi di rame trova 40 zecchini d'oro; nella camera accanto ritrova il babbo Geppetto arzillo e di buon umore.

(La storia completa di PINOCCHIO è riportata nel libro, di cui a fianco la copertina, curato da Gabriella Calista e riportante, per la prima volta in assoluto, le 30 illustrazioni originali – seconda serie - del pittore Vinicio Berti )

Tutte le immagini dell'articolo (complete o particolari) sono © Gabriella Calista e Tormena Editore, Genova 2016.

Vengono utilizzate da questo Circolo solo a scopo culturale e divulgativo.

Nella sua arguta presentazione Gabriella Calista dice: «Carlo Lorenzini, detto Collodi, scrisse una favola per bambini, ideando un burattino di legno cui far subire tutte le possibili conseguenze, generate da qualsivoglia disobbedienza ai buoni consigli di chi, per esperienza ed età, saggiamente l'aveva avvertito, che gli sarebbero capitate. Ovviamente un burattino con la testa di legno cade ingenuamente in tutti i tranelli ed inganni che personaggi subdoli, sleali, crudeli e disonesti gli capita d'incontrare, ma non è difficile capire che in realtà la “testa di legno” ce l'hanno anche i ragazzi normali, ma la metafora è comunque accettabile.

Aggiungo che purtroppo, anche quando i ragazzi sono diventati uomini, mica è detto che la “testa di legno” l'abbiano perduta! Infatti, chi – da adulto – è riuscito a passare indenne alle tante “trappole” di cui è disseminata la quotidianità? Ecco perché ritengo che questo testo sia un bellissimo libro per “grandi” e che gli ammonimenti è sempre opportuno continuare sia a darli che ad ascoltarli!!!

Di questo era ben convinto anche il pittore Vinicio Berti, che con le sue argute considerazioni, vi trovava spunti e ispirazioni, proprio osservando il comportamento dell'umanità tutta.»

Un'osservazione condivisibile, in quanto tutti i lettori avranno vissuto e vivono le tante “trappole” dell'esistenza, con una constatazione: in ognuno di noi albergano due PINOCCHI, il Pinocchio “testa di legno” ed il Pinocchio diventato “saggio”, fatto di “carne, ossa ed intelletto”, ma, nel profondo, pur sempre “bambino”.

 

CARLO COLLODI (alla nascita Carlo Lorenzini) nasce a Firenze nel 1826 ed ivi muore nel 1890.

Di famiglia umile, studia grazie all'aiuto dei marchesi Ginori, presso i quali la madre lavora come domestica. Entra in seminario e a Firenze frequenta le scuole religiose dei padri Scolopi. Diciottenne, inizia a lavorare come commesso nella libreria del capoluogo toscano Piatti e dal 1847 collabora con vari giornali e riviste, scrivendo articoli e racconti per l'infanzia. Partecipa alla prima e alla seconda guerra d'indipendenza. Il grande successo gli arriva con l'uscita sul primo numero (7/7/1881) del periodico “Giornale per Bambini” di una storia a puntate intitolata “Le avventure di Pinocchio – Storia di un burattino”. I vari capitoli vengono raccolti in un unico volume nel 1883, anno in cui l'Autore diviene direttore del “Giornale per Bambini”. Muore all'improvviso, probabilmente per un infarto.

Il suo capolavoro, divenuto un fenomeno anche a livello internazionale, viene tradotto in più di 250 tra lingue e dialetti diversi.

 

VINICIO BERTI nasce a Firenze nel 1921 ed ivi muore nel 1991.

Dopo gli studi tecnici, si avvicina all'arte pittorica esordendo nel 1942 con opere in stile realismo-espressionistico, influenzate dalle drammatiche vicende della guerra. Con altri amici pittori e scrittori fonda nel 1945 il “Torrente”, giornale rivoluzionario di sinistra e nel 1947 il movimento artistico “Astrattismo classico”, diventandone uno dei principali esponenti nazionali.

Grande estimatore dei fumetti, non disdegna di realizzarne alcuni per il periodico “La Settimana dei Ragazzi” e per “Il Pioniere”, dove appaiono personaggi famosi come “Chiodino” e “Atomino”. Per la casa editrice Bemporad-Marzocco di Firenze traspone in fumetto alcuni classici della letteratura per l'infanzia, tra cui “Le avventure di Pinocchio” e “Il Giornalino di Gian Burrasca”.

 

AVVERTENZE.

Del libro “PINOCCHIO & PINOCCHIO” sono stati realizzati solo 100 esemplari, numerati e firmati dall'autrice. Le prime 30 copie saranno date in omaggio a coloro che acquisteranno nel contempo un disegno originale di Vinicio Berti, ai numeri 31/60 verranno abbinate le 30 litografie numerate e firmate dallo stesso Artista.

Per i prezzi delle copie suddette ci si può rivolgere direttamente a Gabriella Calista e-mail calbag2008@libero.it .

Delle rimanenti copie 61/100 questa Associazione può procurarne alcune al prezzo di € 25,00.

Il libro “PINOCCHIO”, contenente, per la prima volta in assoluto in Italia, le 30 illustrazioni originali di Vinicio Berti cedute ai coniugi Scotto, viene venduto a € 18,00.

Sono disponibili inoltre:

N. 30 cartoline riproducenti le tavole originali al prezzo di € 15,00.

N. 30 cartoline riproducenti le litografie al prezzo di € 15,00.

Un poster con riprodotte le 30 tavole originali al presso di € 5,00.

 

N.B. Ai Soci di questo Circolo verrà praticato lo sconto del 10%; agli altri eventuali richiedenti verrà concesso lo sconto del 5% .

Per le ordinazioni vedere la Sezione di questo sito “CONTATTI”.

 

 

 

 

 

 

Il gran teatro dei burattini, una tentazione per i bambini.
Il Gatto e la Volpe, due malandrini che di Pinocchio vogliono gli zecchini.
E alla fine il burattino resta senza un quattrino.
Quando Pinocchio decide di tornare il babbo a cercarlo è andato per mare.
A trastullarsi nel Paese dei Balocchi ci vanno solo i ragazzi sciocchi.