UNA BANCONOTA PARTICOLARE IN EURO: "Povera Spagna".

UNA BANCONOTA PARTICOLARE IN EURO: "Povera Spagna".

UNA BANCONOTA PARTICOLARE IN EURO: “Povera Spagna!”

 

Noi siamo tra coloro che amano la Spagna, il suo popolo e la sua cultura. Da giovani abbiamo studiato la sua storia millenaria con le sue glorie e le sue vicissitudini. In quest'ultimo periodo siamo stati in ansia per la spinosa questione della Catalogna, che si è svolta proprio durante la preparazione della Terza Mostra Internazionale sull'Euro.

Uno scherzo del destino (o un'incredibile curiosa coincidenza) ha voluto che ci capitasse per le mani, e pronta per essere esposta, una particolarissima BANCONOTA da 20 € della nuova serie “Europa” emessa dalla Banca d'Italia con numero di serie SD4303459397 con un significativo difetto di stampa proprio riguardante la piantina geografica della Spagna. Sul verso del biglietto infatti, nella parte bassa a sinistra di esso, si nota in modo molto evidente un triangolo rettangolo bianco, dovuto ad un distacco parziale della soprastante carta stampata, proprio nel punto dove è situata la penisola iberica, spaccandola in due parti: la parte destra, comprendente la Catalogna è rimasta attaccata al resto del continente europeo, una buona parte del resto della Spagna (con il Portogallo) sembra staccarsi dall'Europa e finire in alto mare! Una stranissima anomalia di stampa di cui anche gli esperti interpellati non sanno dare una spiegazione certa.

Il dato sicuro è che il lembo staccato si trova proprio dietro l'ologramma argentato con l'immagine di “Europa alla finestra”, applicato al recto, e che la pressione di questo sul biglietto possa aver arrecato microfratture alla carta della parte opposta. (Vedere l'immagine a fianco del titolo e quella ingrandita qui riportata per comodità di visione).

Un indizio ce lo ha fornito un esperto filatelico, indizio che forse potrebbe essere trasferito anche alle banconote. Infatti, da noi cortesemente interpellato, il nostro amico ci comunica:

«Sappiamo che ditte specializzate preparano i fogli di carta pronti per essere inviati alle Officine carte valori. Credo che, come avveniva per i vecchi francobolli con la filigrana, il foglio, in carta speciale prodotta con fibra di cellulosa pura e trattata, sia in origine a sua volta composto da due sottilissimi fogli, uno inferiore con la superficie del verso in carta gessata e l'altra in carta normale e l'altro superiore con il recto in carta gessata e l'altra normale. Nella parte interna dei due fogli viene impressa la filigrana e attaccato il filo di sicurezza. Una volta ermeticamente assemblati i due sottilissimi fogli, sul retro viene riportata la banda verticale iridescente (striscia brillante) e viene praticato, per le banconote da 20 e 50 €, il caratteristico foro a “finestrella”.Così pronti i fogli vengono inviati alle rispettive Officine carte valori per le stampe successive. Queste sono molteplici e attuate in periodi diversi: in offset per riprodurre le immagini sui due versi del biglietto, in serigrafia per aggiungere il valore con inchiostro cangiante, in calcografia per riprodurre le parte disegnate in rilievo e utili al tatto e in tipografia per il numero di serie. Per ultimo sul recto viene impresso e attaccato con forza l'ologramma, cioè la striscia argentata con le varie immagini tra cui il ritratto d'Europa, che nei biglietti da 20 e 50 € ricade esattamente all'interno della “finestrella”.

Con buone probabilità è proprio quest'ultima operazione sul recto a creare in alcuni fogli, probabilmente difettosi e già con qualche increspatura nella carta, le microfratture che comportano il distacco o la piegatura di qualche lembo del sottilissimo foglio del verso. Questa circostanza può essere comprovata non solo dalla banconota Italia 20 euro, nuova serie Europa, serie SD4303459397, ma soprattutto dall'altra banconota RB2329817468. Resta la curiosità di come la parte stampata e piegata, con l'immagine della Spagna staccata dal continente, sia rimasta incollata sul fianco. Dall'immagine sembrerebbe che ci sia stata la presenza contemporanea di un residuo di collante fuoriuscito in precedenza dall'interno attraverso le microfratture.

Ovviamente si tratta di una mia personale opinione, che può essere migliorata o smentita da studiosi più autorevoli in materia.»

Il nostro amico esperto filatelista parla anche di una seconda banconota che gli abbiamo sottoposto in visione (vedere immagine a fianco e in calce). Infatti, oltre a quella sopra riportata e da noi scherzosamente e amorevolmente ribattezzataPovera Spagna”, ce n'è un'altra, sempre di 20 €, nuova serie “Europa”, questa volta stampata dalla Bundesdruckerei di Berlino (Germania) con numero di serie RB2329817468, dove la penisola iberica appare completamente sparita, unitamente alle punte più occidentali della Francia e Gran Bretagna. Qui risulta ben evidente che ci troviamo di fronte al distacco di una piccola parte in basso a sinistra del foglio superiore del verso, dovuto alla carta difettosa e con microfratture probabilmente causate dalla forte pressione nella fase dell'attaccatura dell'ologramma nella parte opposta. Risulta infatti singolare la coincidenza con il caso della banconota “Povera Spagna” e da un'attenta analisi s'intravede un microtaglio che, passando tra l'Irlanda e l'Inghilterra, si evidenzia maggiormente sull'Islanda.

 

ATTENZIONE: TRUFFATORI IN AGGUATO !

Come dice una massima popolare “non c'è due senza tre” ed infatti non poteva di certo mancare una terza banconota (vedere a fianco e in calce) con la mancanza della stampa della Spagna. Questa volta però la Nazione si trova in buona compagnia, essendo “sparite” l'intera penisola iberica, l'intera Irlanda e la metà dell'Islanda.

Riportiamo in evidenza una di queste banconote: si tratta ancora di un biglietto da 20 € , nuova serie “Europa”, stampato dalla Banca d'Italia e con numero di serie SA1111126883, con la presenza al verso sulla parte sinistra di un'ampia (cm 1,9) fascia verticale bianca per mancanza di stampa. I biglietti vengono venduti su vari siti internet come una grande varietà molto rara (!) da persone senza scrupoli (o da qualche commerciante poco esperto a sua volta truffato).

Vediamo di analizzare la banconota in dettaglio:

la varietà non è data, come successo per la banconota tedesca precedente, per un distacco della parte stampata a seguito di imperfezioni o microfratture della carta, in quanto tale distacco è troppo completo e perfetto per essere vero. Inoltre, come si può osservare mettendo insieme i due biglietti e ingrandendone i particolari necessari, la parte della banconota RB2329817468 (a destra), interessata dal distacco, presenta il fondo più bianco, opaco e meno liscio , al contrario la stessa parte della banconota SA1111126883 (a sinistra) ha un fondo bianco-crema, più lucido (particolare ben visibile a luce radente) e molto liscio. Secondo il parere del nostro amico filatelista sono scomparsi solo i colori della stampa in offset rimanendo la sottostante carta gessata.

né può parlarsi di una mancanza di stampa (per difetto di un ipotetico cilindro?) in quanto la sottostante carta gessata dovrebbe apparire completamente bianca. Invece basta osservare con una buona lente d'ingrandimento lo spazio bianco “privo di stampa” per rendersi conto che in diversi pori della carta s'intravedono microscopiche tracce di colore.

Cos'è realmente successo? Ce lo spiega lo studioso, appassionato di banconote e nostro collaboratore Pietro: « Purtroppo persone senza scrupoli con dei semplici mezzi riescono ad ottenere delle finte varietà per frodare i collezionisti meno esperti. Infatti basta avere un batuffolo di cotone imbevuto di acetone e passarlo su un ologramma o altra parte di una banconota per veder venir via i colori. Lo studioso francese Guy Sohier già nel 2007, con la pubblicazione del suo primo libro, metteva in guardia i collezionisti da tali malfattori, ma ancora oggi assistiamo a tanti tentativi fraudolenti. Comunque basta stare attenti: i colori vengono via ma, guardando con una lente, s'intravede il colore dentro i pori della carta.»

 

Ulteriori accorgimenti che ci permettono di scoprire i malviventi possono essere:

1) leggere e tenere a mente l'articolo già apparso su questo sito “LE BANCONOTE IN EURO MANIPOLATE per frodare i collezionisti”;

2) controllare che il venditore di nuove eclatanti varietà per mancanza di colore, placchette o ologrammi non sia lo stesso ("il lupo perde il pelo ma non il vizio") che già ha preso in giro i collezionisti con i falsi tagli delle banconote tedesche e austriache o con altre corbellerie del genere;

3) tenere bene a mente che nelle officine carte valori odierne esistono dei particolari macchinari a scansione cui difficilmente possono sfuggire delle eclatanti varietà, come quella succitata della fascia verticale bianca per mancanza di stampa, e nell'ipotesi che un evento eccezionale possa succedere esso sarebbe subito portato a conoscenza del pubblico attraverso gli organi di stampa e le riviste del settore (esempio già avvenuto con la banconota da 50 € con filo di sicurezza errato, riportante la dicitura 100).

 

Per il presente articolo abbiamo consultato:

Guy SOHIER Les Eurobillets 2002-2007 (in lingua francese) - Éditions Victor Gadoury, MC-98000 Monaco;

Lo studioso Pietro Di Cecco al quale ci si può rivolgere per eventuali consigli ed avvertenze sugli acquisti. E-mail pietrodicecco@libero.it ;

Il prezioso amico Giorgio di Viterbo, studioso collezionista ed esperto filatelico.

 

La banconota tedesca da 20€ con distacco della carta stampata in basso a sinistra.
La banconota manipolata eppure interessante per la cifra 1 ripetuta cinque volte consecutivamente.
A confronto le due banconote precedenti.
Una banconota della stessa serie con la cifra 1 ripetuta cinque volte ma non manipolata.