2 EURO COMMEMORATIVI: PITTORI, SCULTORI e ARCHITETTORI, una collezione artistica (dal 2021 al …..).
2 EURO COMMEMORATIVI: PITTORI, SCULTORI e ARCHITETTORI, una collezione artistica (dal 2021 al …..).
Facendo seguito agli articoli precedenti (cui si rimanda per le premesse sempre valide), appresso si elencano gli altri 2 euro commemorativi, dedicati agli artisti, emessi sino al 1° marzo 2021.
Forse è utile rammentare: il segno (*), posto a fianco della moneta FS, indica che la stessa è inserita in una confezione comprendente anche altri esemplari, generalmente la serie divisionale annuale con o senza una moneta in metallo prezioso. Il prezzo teorico è quello che la singola moneta commemorativa da 2 euro “potrebbe” realizzare nella vendita, ma difficilmente essa si trova disgiunta dalle altre. Il costo della confezione intera si aggira a circa il doppio/triplo rispetto a quanto indicato.
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Num. NAZIONE e DATA TITOLO della MONETA IMMAGINE TIRATURA Costo in € ordine FDC FS FDC FS |
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37) ITALIA 26/1/2021 “150° anniv. di Roma capitale d'Italia” Statua “La Dea Roma” 2.951.500 8.500 3 30 |
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( Immagine concessa da Wikimedia Commons File: Altare della Patria-July 2016 (55).jpg – Wikipedia Autore: Jacob374
Angelo ZANELLI (1879 - 1942) è uno scultore italiano. Da giovane fa l'apprendista presso la bottega dello scultore bresciano Pietro Faitini, successivamente frequenta l'Accademia delle Belle Arti di Firenze. Nel 1904 si trasferisce a Roma, stringe amicizia con il pittore Felice Carena entrando nell'ambiente culturale e artistico della Capitale. Vince l'appalto per la realizzazione delle sculture dell'Altare della Patria del Vittoriano (Monumento Nazionale a Re Vittorio Emanuele II), completandole nel 1925. Riceve commissioni anche dall'estero: è opera sua la colossale statua in bronzo per la Repubblica di Cuba, posta all'ingresso del Campidoglio a L'Avana (Cuba). Diviene Presidente dell'Accademia delle Belle Arti di Roma (1931), città in cui vive sino alla morte (1942).
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| Num. NAZIONE e DATA TITOLO della MONETA IMMAGINE TIRATURA Costo in € ordine FDC FS FDC FS |
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38) SAN MARINO 1°/3/2021 “450° anniv. nascita di Caravaggio” Maddalena penitente 4.000 2.400 45 |
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Appartenuto al cardinale Pietro Aldobrandini, il quadro nel 1640 entra nella collezione Doria- Pamphilj a seguito del matrimonio di Olimpia Aldobrandini con Camillo Pamphilj. Giovan Pietro Bellori (1613/1696), storico dell'arte, così lo descrive:«Dipinse (Caravaggio) una fanciulla a sedere sopra una seggiola, con le mani in seno in atto di asciugarsi li capelli, la ritrasse in una camera, ed aggiungendovi in terra un vasello di unguenti, con monili e gemme, la finse per Maddalena.» Studiosi posteriori hanno confutato la descrizione del Bellori, evidenziando l'espressione triste della ragazza con il volto rivolto in basso e solcato da una lacrima. I gioielli sparsi sul pavimento rappresenterebbero il rifiuto del peccato e delle umane vanità, mentre la luce che irrompe nella camera indicherebbe la salvezza divina, che redime i penitenti.
Immagine concessa da Wikimedia Commons – File: Michelangelo Caravaggio 063.jpg Utente: Bot di caricamento file (eloquenza)
Michelangelo MERISI, noto come CARAVAGGIO (1571-1610) è un pittore italiano. In alto a sinistra un ritratto dell'Artista, opera (1621 ca. - carboncino nero e pastelli) di Ottavio Leoni – Biblioteca Marucelliana, Firenze. File: Bild-Ottavio Leoni, Caravaggio.jpg – Immagine concessa da Wikimedia Commons -- Autore: Inkub0 Il padre Fermo Merisi, maestro-architetto, nato nel paese di Caravaggio, grazie all'aiuto del marchese del luogo, Francesco I Sforza, viene inviato (1571) a Milano a lavorare per la “Fabbrica del Duomo”. Nel capoluogo lombardo nasce Michelangelo. Tutta la famiglia nel 1577 torna al paese per sfuggire alla peste, ma Fermo la contrae e muore. Terminata l'epidemia, il tredicenne Michelangelo viene mandato (1584) a Milano, come apprendista, nella bottega del pittore Simone Peterzano. Vi resta sino al 1588, venendo a contatto con la scuola pittorica lombarda e veneta. Alla morte della madre (1590) entra in possesso della sua quota ereditaria e nel 1592 ca. si trasferisce a Roma. Qui lavora presso diverse botteghe d'arte, tra cui quella del pittore Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d'Arpino. Nel 1597 Caravaggio incontra i favori e la protezione del Cardinale Francesco Maria Bourbon del Monte, il quale gli acquista alcuni quadri, tra cui “I bari”, un lavoro per l'epoca e tema molto originale. Divenuto famoso, inizia a realizzare opere di dimensioni sempre maggiori con gruppi di personaggi: “Riposo durante la fuga in Egitto” ne è un mirabile esempio. Sempre grazie al Cardinal del Monte nel 1599 a Caravaggio viene affidata la realizzazione di alcune tele da collocare all'interno della cappella Contarelli nella Chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma. In un anno (1599/1600) illustra due episodi della vita di San Matteo: la “Vocazione” e il “Martirio”. Il successo è enorme e Mons. Tiberio Cerasi, avendo acquistato una cappella nella Basilica di Santa Maria del Popolo, gli commissiona due dipinti: la “Crocifissione di San Pietro” e la “Conversione di San Paolo” (1601).
Il quadro “Morte della Vergine” (1604/06), commissionato dai Carmelitani scalzi, viene da costoro rifiutato, indignati dalla rappresentazione, ritenuta blasfema, della Madonna, distesa sul letto di morte con il ventre talmente gonfio da sembrare incinta. (A fianco l'immagine del quadro. Immagine concessa da Wikimedia Commons - File: Morte della Vergine (Caravaggio) Autore: Ismoon ) Durante gli anni trascorsi a Roma, Caravaggio, a causa del suo carattere irascibile e turbolento, si trova spesso immischiato in risse violente, venendo più volte querelato e arrestato. Riesce sempre a farla franca grazie all'aiuto dei suoi eminenti protettori. Nel 1606, durante una partita a pallacorda (un gioco antesignano del moderno tennis), per un fallo di gioco, l'Artista viene alle mani con un avversario uccidendolo. Condannato alla “decapitazione”, riesce a fuggire da Roma grazie all'aiuto del Principe Filippo I Colonna. Si rifugia dapprima a Napoli, dove esegue diversi lavori, tra cui l'importante “Sette opere di Misericordia”, che influenzerà notevolmente la successiva pittura barocca partenopea. Nel 1608 arriva a Malta, accolto dal gran maestro dell'Ordine dei Cavalieri di San Giovanni, Alof de Wignacourt, amico dei Colonna. Un nuovo litigio con un aristocratico cavaliere maltese e la scoperta della sua condanna a morte spingono le autorità dell'isola a incarcerarlo. Riesce ad evadere e a rifugiarsi dapprima in Sicilia e successivamente a Napoli, dove realizza altre opere, tra cui “David con la testa di Golia” (1609), nel quale si autoritrae nel gigante decapitato (vedere immagine a fianco -- Immagine concessa da Wikimedia Commons - File: Museo e Galleria Borghese - Autore: Architas). Venuto a conoscenza che Papa Paolo V intende graziarlo, revocando la condanna a morte, Caravaggio s'imbarca su una feluca diretta a Porto Ercole. Scende allo scalo portuale di Palo di Ladispoli in attesa di poter a Roma, ma qui viene fermato per accertamenti, mentre la feluca, con a bordo i suoi bagagli, prosegue il viaggio. L'Artista deve assolutamente recuperare il suo prezioso carico, trova un'imbarcazione per raggiungere Porto d'Ercole. Sbarca stremato per le vicissitudini e con febbre viene ricoverato in un sanatorio religioso della cittadina, dove muore il 18 luglio 1610. Lo stile di Caravaggio è, per l'epoca, rivoluzionario: l'uso della luce illumina i personaggi della scena, facendoli tridimensionalmente “uscire” dallo sfondo buio e catturando la meravigliata attenzione dell'osservatore; il realismo, accentuato dalla presenza di persone umili (a volte vecchi e deformi) e da oggetti d'uso comune, rendono molte scene simbolicamente drammatiche. |
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39) VATICANO 25/6/2021 “450° anniv. nascita Caravaggio” Fanciullo con canestro di frutta 69.000 9.300 50 80 |
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Durante il primo periodo trascorso a Roma, CARAVAGGIO (1571-1610) frequenta la bottega d'arte di Giuseppe Cesari, noto come il Cavalier d'Arpino, (1568-1640). Molto promettente, il giovane Merisi subentra (1593 ca.) al maestro nella decorazione del soffitto della Cappella Contarelli della Chiesa di San Luigi dei Francesi. In questo periodo, Caravaggio incontra il quindicenne Mario Minniti, aspirante pittore siciliano, al quale si lega con affettuosa amicizia e che utilizza, come modello, in molte sue opere pittoriche realizzate tra il 1593 e il 1600.
L'opera rivela già la grande maestria di Caravaggio: uno studiato contrasto tra la luce che, entrando da sinistra, proietta sulla parete in fondo le ombre del fanciullo e del canestro; una ricercata visione realistica della scena, con la scelta di un modello esistente e non idealizzato e con la rappresentazione particolareggiata del canestro e della frutta in esso contenuta. Molte sono le interpretazioni allegoriche, presenti nell'opera, che diversi critici hanno voluto sottolineare: il velato erotismo della scena, con l'espressione languida e sensuale del ragazzo e la parte della sua spalla nuda; il trascorrere inesorabile del tempo, evidenziato dal contrasto tra i rigogliosi frutti freschi e, in basso a destra uscente dal canestro, una foglia ormai appassita. Mario Minniti (1577-1640) torna in Sicilia agli inizi del 1600. Nel 1608 rincontra ed aiuta l'amico Caravaggio in fuga da Malta. Creata a Siracusa, città natale, una propria bottega d'arte, Minniti lavora sino alla morte in varie città siciliane. In alto immagine del quadro. File:Caravaggio - Fanciullo con canestro di frutta.jpg (Immagine gentilmente concessa da Wikimedia Commons)
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40) SAN MARINO 27/8/2021 “550° anniv. nascita di Albrecht Dürer ” Vergine della Pera 54.000 2.400 50 80 |
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Il padre Albrecht Dürer “il vecchio”, abile incisore ungherese, si trasferisce a Norimberga (Germania), qui riceve per il suo lavoro la qualifica di “Maestro” e riesce ad aprire una propria bottega, dove il figlio fanciullo fa l'apprendistato, dimostrando un precoce talento. Dal 1490 al 1494 il giovane Albrecht Dürer intraprende un lungo viaggio in giro per l'Europa, soffermandosi anche a Venezia, per apprendere ed affinare il proprio stile pittorico. Tornato nel paese natio apre una propria bottega, realizzando numerose xilografie e calcografie e diventando editore. Il suo primo grande libro “Apocalisse di Giovanni”, illustrato con 15 stupende xilografie (1496/98), ottiene un enorme successo internazionale. Seguono la “Grande Passione” di Gesù Cristo con 12 xilografie e “Vita della Vergine”, serie di 19 xilografie. La fama di Dürer gli garantisce diverse commissioni pittoriche da parte di nobili e patrizi tedeschi. Tra i suoi capolavori spiccano il “Polittico dei Sette Dolori” (1496/1500 circa), grandioso olio su tavola, e “L'Altare Paumgartener” (1498/1504). Notevoli sono alcuni ritratti per famiglie aristocratiche e gli autoritratti. Molteplici acquerelli vengono creati con mirabili studi innovativi. Durante un secondo soggiorno a Venezia realizza un nuovo capolavoro pittorico su tavola: la “Festa del Rosario” (1506).
La morte del benefattore (1519), la soppressione del vitalizio, il turbamento religioso dovuto al protestantesimo predicato da Martin Lutero (1483-1546), procurano all'artista una grave crisi interiore, da cui cerca di uscire intraprendendo un viaggio nei Paesi Bassi per ammirare la pittura fiamminga e con la speranza di poter incontre il nuovo Imperatore Carlo V d'Asburgo e riottenere il vitalizio. Ben accolto dall'ambiente aristocratico e artistico locale, Dürer raggiunge il suo scopo, ma torna dal viaggio stremato e malato. Continua a lavorare con sempre maggiore difficoltà, dipinge i “Quattro Apostoli” (1526), uno dei suoi ultimi capolavori e muore a Norimberga nel 1528.
La “Vergine della Pera” è un olio su tavola, uno degli ultimi dipinti da Dürer (firmato e datato 1526 dall'artista), conservato nella Galleria degli Uffizi di Firenze. Viene raffigurata una giovane Madonna pensosa che porge una pera al bambino Gesù, il quale stringe nella mano una margherita. Lo sfondo scuro del quadro, la mancanza del velo sul capo della Vergine, le simbologie sparse (la pera come “peccato originale”, la margherita quale “matrimonio mistico”), secondo gli studiosi riflettono il clima iniziale della Riforma Protestante luterana.
In alto a sinistra “Autoritratto con guanti” (1498) Museo del Prado (Madrid) e a destra “La Vergine della Pera” (1526) Galleria degli Uffizi (Firenze). Immagini gentilmente concesse da Wikimedia Commons |
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41) SAN MARINO 28/04/2022 “530° morte di Piero della Francesca” Federico da Montefeltro 55.000 2.000 (?) 50 |
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Trascorre l'infanzia e la giovinezza a Borgo di San Sepolcro (oggi Sansepolcro), fiorente cittadina toscana ricca di centri commerciali, culturali e artistici. Frequenta lo studio del pittore Antonio d'Anghiari e diviene aiutante del maestro Domenico Veneziano. Nel 1445 la Confraternita della Misericordia di Sansepolcro commissiona a Piero della Francesca la realizzazione di un'opera per l'altare della loro Chiesa. Il “Polittico della Misericordia”, imponente dipinto (273 x 330 cm) a tecnica mista (tempera, olio e fondo oro), è composto da 15 tavole e viene portato a termine solo nel 1462. Negli anni quaranta e cinquanta Piero della Francesca soggiorna in varie città italiane. Ad Arezzo nella Basilica di San Francesco, in due periodi (1452/58 e 1460/66), realizza i celebri affreschi “Storia della Vera Croce”. In questa maestosa opera il pittore riesce a palesare tutte le sue idee innovative: lettura delle scene a più livelli, plasticità delle figure, prospettiva geometrica, studio su luce e colori. Tra il 1469 e il 1472 soggiorna ad Urbino presso la corte del Duca Federico da Montefeltro, che ritrae insieme alla moglie in un celeberrimo dipinto (vedere immagine sottostante). In questo periodo lo stile di Piero della Francesca raggiunge un insuperabile equilibrio tra figure, luce, architetture e paesaggi. Ne sono splendidi esempi la “Madonna di Senigallia” e la “Pala di Brera”. Piero della Francesca torna a Sansepolcro nel 1477 e partecipa alla vita politica della cittadina. Il Vasari racconta che il pittore, negli ultimi anni di vita, a causa di una malattia agli occhi, non riesce più a dipingere. Muore il 12 ottobre 1492, proprio nel giorno della scoperta dell'America.
Federico da Montefeltro (1422-1482), condottiero, capitano di ventura è un nobile del Rinascimento. Conte di Montefeltro, Urbino, Gubbio e di molti altri luoghi, viene elevato a duca nel 1474. Abile condottiero, diviene uno dei più importanti mecenati del Rinascimento italiano. Fa edificare i Palazzi ducali di Urbino e di Gubbio, allestisce grandiose biblioteche, si circonda di validi artisti. La moneta (vedere imagine in calce) ritrae il Duca, ripreso dal famoso dipinto di Piero della Francesca. Fonte: Book: B. Laskowski, Piero della Francesca, Gribaudo File:Piero della Francesca 044.jpg User: Alonso de Mendoza (talk | contribs) Immagini gentilmente concesse da Wikimedia Commons |
Per le descrizioni particolareggiate di ogni moneta si consiglia visitare EUROCOLLEZIONE (http://eurocollezione.altervista.org), il sito internet italiano più specializzato sulla storia della moneta unica europea.
Il simbolo della bandiera europea è © della U.E., le immagini delle monete sono © dei singoli autori, paesi e zecche competenti. Vengono riportate nel presente articolo solo a fini culturali e divulgativi.
La composizione grafica con le monete in euro su drappo azzurro e simbolo dell'Unione Europea è © del Circolo Culturale Filatelico-Numismatico Alatrense e del suo autore Prof. Mario Ritarossi.
Si ringraziano WIKIPEDIA, l'enciclopedia libera online fonte di numerose e preziose notizie, e WIKIMEDIA Commons per l'utilizzo delle immagini.
L'articolo, nella parte concernente le monete 37 e 38, è stato attuato tra il 4 e 9 marzo 2021; per la moneta 39 tra il 9 e 10 luglio 2021; per la moneta 40 tra il 13 e 16 ottobre 2021; per la moneta 41 tra il 30 aprile e il 2 maggio 2022; ....


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L'Artista desidera diventare cavaliere dell'ordine onde poter ottenere la grazia. Nello stesso anno dipinge per la
Una di queste, “
Albrecht
Tornato a
Piero della FRANCESCA 